cop Al Marocco, di Pierre Loti

Al Marocco

Da Tangeri a Fez e ritorno

di Pierre Loti

Edizione 2015
14×21 cm – brossura
Tot. pagine 224
ISBN 978-88-98823-68-0

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€ 16,00

Descrizione prodotto

Su un vivo cavallo bruno dal largo petto, dalla criniera tutta rabbuffata, attraverso pianure selvagge, tappezzate di fiori, attraverso deserti d’iris e d’asfodeli, vi condurrò in fondo a questo vecchio paese immobile, il Marocco, sotto il sole grave a vedere le grandi città morte di laggiù cullate da un eterno mormorio di preghiere.

Pierre Loti, membro di una missione diplomatica francese in visita al Sultano del Marocco, nella primavera del 1886 viaggia per oltre un mese in Marocco, da Tangeri a Fez e ritorno.

La carovana attraversa un inedito deserto, interrotto da torrenti ingrossati dalle frequenti e violente piogge che fanno vivere immensi prati fioriti, su cui spiccano le variopinte figure dei cavalieri inviati dai Caïd locali a scortare la missione sulla strada della capitale.

Ai piedi del grande e innevato Atlante, nella misteriosa Fez interdetta agli stranieri, Loti soggiorna per un paio di settimane, dimorando – con la complicità di un amico e travestito con abiti arabi – in un quartiere della vecchia città.

A più di cento anni da quei ricordi, Loti ci riconsegna un libro di viaggio molto particolare, narrato in prima persona con stile impressionistico, con l’animo affascinato dalle atmosfere arabe eppure venato da quell’eterna malinconia che è stato il principale tratto stilistico di questo scrittore e che gli ha fatto guadagnare il successo ai suoi tempi, un successo che in Francia e anche in Italia sì è rinnovato negli ultimi anni.

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L'autore

Pierre Loti (pseudonimo di Julien Viaud) nacque a Rochefort-sur-mer nel 1850. L’amore per i viaggi gli fece scegliere già all’età di 17 anni la carriera nella Marina francese che lo portò a visitare numerosi paesi, favolosi per l’epoca: India, Marocco, Cina (in occasionedella guerra dei “Boxers”), Egitto, Turchia, Oceania, Giappone, Senegal, persino l’isola di Pasqua. Dopo ogni viaggio, le avventure vissute, gli esotici amori intrapresi e poi abbandonati come nella vita dei marinai, i suggestivi luoghi visitati e soprattutto la sua personale sensibilità disincantata e malinconica, fornirono l’ispirazione e la materia dei suoi innumerevoli libri (circa 40 volumi), tra i quali i più importanti furono "Il deserto", "Aziyadé" ambientato a Istanbul, "II matrimonio di Loti", ambientato a Tahiti, "Al Marocco" un viaggio da Tangeri a Fez, "Madame Crisantemo" in Giappone, "Ramutcho" nei Paesi baschi, "Gli ultimi giorni di Pechino", "Pescatori di Islanda" considerato il suo capolavoro, ambientato in Bretagna, "II libro della pietà e della morte" e "Diario intimo, 1878-81" pubblicato postumo.

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