aringa

RENGA O SCOPETÒN O COSPETÒN (aringa)

La renga viene squamata, lavata, mondata, unta d’olio e ravvolta in carta oleata o foglie di verza, viene posta a cuocere sotto le ceneri calde. Oppure, continuamente unta con una penna di gallina, viene cotta alla graticola. Poi si dilisca, si apre per metà, si copre d’olio e cipolla tagliata sottile. Si lascia così per qualche ora e poi si serve con polenta.

Alcuni fanno bollire la renga in acqua abbondante e poi la preparano alla maniera sopraddetta.

I vovi della renga e i suoi lati sono particolarmente delicati. La renga aumenta i suoi pregi gastronomici quanto più a lungo viene tenuta nell’olio.

variante:
dissalarla in latte caldo, poi lavarla in acqua tiepida, cospargerla di un trito di prezzemolo e aglio e lasciarla marinare nell’olio per almeno 12 ore. Destino da riservare particolarmente ai vovi e al late delle aringhe.

da “La cucina padovana” – Giuseppe Maffioli

La cucina padovana - copertina

Una ricetta e una regione al giorno – da 01/01/2019

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