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L’Italia della Grande Guerra

Vista da un celebre scrittore francese

di Pierre Loti

Traduzione e cura di Ispano Roventi

Edizione 2016
Euro 14,50
14×21 – brossura
Tot. pagine 160
ISBN 978-88-99898-60-1

€ 14,50

Descrizione prodotto

Nell’agosto 1917, l’ufficiale di marina Julien Viaud
– celebre con lo pseudonimo di Pierre Loti –
è inviato sul fronte italiano.

Questa missione sarà narrata in articoli pubblicati su “L’Illustration” (8 settembre-6 ottobre 1917) col titolo Impressions d’Italie; testi in seguito raccolti nel volume L’Horreur allemande (1918).

Gli articoli, di indubbio interesse per il lettore italiano, sono qui proposti nel centenario della Grande Guerra. Fanno parte della produzione letteraria – oltre che di guerra, segnatamente “politica”, tra colonialismo e il suo contrario – che caratterizza l’ultimo decennio di vita dello scrittore.

La Grande Guerra è soprattutto guerra di posizione, di trincee.  Il fronte italiano ne è disseminato fino all’inverosimile. Le montagne dolomitiche portano tutt’oggi i segni dell’immane lavoro compiuto da quei soldati col “cappello di feltro su cui spicca un fermaglio con una lunga penna d’aquila”, a cui lo scrittore non lesina le lodi. Con le inimmaginabili postazioni costruite su strapiombi attraversati da precarie teleferiche (timorosa esperienza dello stesso Loti), o raggiunte da strade impossibili, in uno scenario superbo e crudele con gli uomini che lo profanavano con la loro assurda lotta; gli incontri con la Duse in tournée per i soldati o il coraggioso Re d’Italia; le visite “turistiche” ad altri luoghi, tra cui spiccano le belle pagine su “Venezia in tenuta di guerra”… le Impressioni d’Italia (e gli altri testi raccolti in questo volume) offrono un’immagine inedita e inconsueta di quello stravagante marinaio che fu il viaggiatore esotico per antonomasia.

Recensioni da Media:

SOLO LIBRI, Felice Laudadio – 17 gennaio 2017

 

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L'autore

Pierre Loti (pseudonimo di Julien Viaud) nacque a Rochefort-sur-mer nel 1850. L’amore per i viaggi gli fece scegliere già all’età di 17 anni la carriera nella Marina francese che lo portò a visitare numerosi paesi, favolosi per l’epoca: India, Marocco, Cina (in occasionedella guerra dei “Boxers”), Egitto, Turchia, Oceania, Giappone, Senegal, persino l’isola di Pasqua. Dopo ogni viaggio, le avventure vissute, gli esotici amori intrapresi e poi abbandonati come nella vita dei marinai, i suggestivi luoghi visitati e soprattutto la sua personale sensibilità disincantata e malinconica, fornirono l’ispirazione e la materia dei suoi innumerevoli libri (circa 40 volumi), tra i quali i più importanti furono "Il deserto", "Aziyadé" ambientato a Istanbul, "Il matrimonio di Loti", ambientato a Tahiti, "Al Marocco" un viaggio da Tangeri a Fez, "Madame Crisantemo" in Giappone, "Ramutcho" nei Paesi baschi, "Gli ultimi giorni di Pechino", "Pescatore di Islanda" considerato il suo capolavoro, ambientato in Bretagna, "II libro della pietà e della morte", "Gerusalemme" e "Diario intimo, 1878-81" pubblicato postumo.

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