L’ultimo dei Santi

L’ultimo dei Santi

di Marisa Salabelle

Edizione 2019
14 x 21 cm – brossura
Tot. pagine 240
ISBN 978-88-99898-93-9
collana appenninica

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€ 16,50

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Romanzo: i luoghi appenninici e le voci che li raccontano.

Recensione su TGR Rai 

L’ultimo dei Santi è la recente fatica di Marisa Salabelle, autrice e insegnante pistoiese, cagliaritana di origine. Arriva a quattro anni di distanza dal precedente romanzo L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu (Piemme), inaugurando la collana “appenninica” di Tarka edizioni, curata da Paolo Ciampi e Marino Magliani.  

 

incipit

Non fu la morte di Romolo Santi, ai primi di gennaio del 1999, a preoccupare i tettaioli. Gli abitanti di quel borgo dimenticato  da Dio che risponde al nome di Tetti, un paesino minuscolo su un versante poco popolato dell’Appennino tosco-emiliano, erano abituati a fare ogni anno la conta dei vecchi che non superavano l’inverno, e quell’inverno non aveva fatto eccezione. A febbraio era morto Terenzio Bartoli, tanto per dire, e a marzo la vecchia Sidonia, di novantotto anni, per non parlare di Angela, la sorella scema di Svaldo, che però tanto vecchia non era, a dir la verità. Vero che Romolo non era morto né di vecchiaia né di malattia: una sera era uscito per portar fuori la spazzatura, aveva fatto uno scivolone brutto sul ghiaccio e aveva battuto la testa. Il buio, il ghiaccio, le sue gambe un po’ malferme, chi poteva sapere. L’avevano trovato il giorno dopo, freddo come il marmo.

E nemmeno l’incidente capitato ad Alvaro, il fratello di Romolo, che la mattina del 10 luglio era cascato da un’impalcatura, li aveva sorpresi più di tanto. Che questi vecchi di Tetti ce l’avevano di vizio, di mettersi in situazioni non adatte alla loro età, si sentivano ancora dei giovanotti, salivano sugli alberi, montavano sui tetti e poi… L’unica che ci era rimasta veramente male era stata la sua vicina, Nora, che se l’era visto piovere dal cielo proprio davanti all’uscio di casa, si era presa uno spavento, povera donna.

Ma quando, il 29 luglio, si era sparsa la notizia che anche Ermanno, il più giovane dei tre fratelli Santi, era morto, allora sì che la gente, a Tetti e nelle frazioni vicine, aveva cominciato a mormorare.

Erano le undici del mattino di un giovedì apparentemente tranquillo. In piazza i paesani si scaldavano al sole mentre le donne iniziavano già a preparare da mangiare. Quando, all’improvviso, arrivò sparato il furgoncino di Mohamed, il marocchino, che tutta l’estate faceva il giro dei paesi della montagna col suo assortimento di jeans e magliette a poco prezzo, pantaloni finto militare, biancheria, tovaglie. Il furgone inchiodò stridendo e Mohamed saltò fuori spiritato. Alle donne che già si accalcavano per vedere la sua mercanzia urlò:

«Incidente, incidente, bisogna subito chiamare la Misericordia.»
«Incidente? Cosa?»
«Che è successo?»
«Trovato macchina lungo la strada… schiantata contro un albero! Signor Ermanno, dentro! Lui morto! Bisogna chiamare l’ambulanza!»
«Ermanno, dici? Ma come!»
«Via! O se ‘un ci posso credere! L’ho visto quando, un’ora fa… Andava a Pistoia in tutta fretta, era nero come un cappello: l’avevano chiamato dalla banca per il conto del su’ fratello, non so quante volte ci aveva fatto su e giù, almeno così ha detto!»
«Gliel’avevo detto, io che quella macchina non era a posto. Faceva un rumore strano…»
«E così, anche l’ultimo dei Santi se n’è andato. Mi chiedo se non ci sia qualcosa dietro queste morti!».

 

Ho voluto raccontare – spiega ancora Marisa Salabelle – sullo sfondo delle indagini su una serie di delitti inizialmente scambiati per incidente, la fuga delle nuove generazioni da questo territorio, la presenza della comunità degli Elfi e le tante possibili famiglie che una pur piccola comunità racchiude, e infine la speculazione edilizia – La Nazione, Gaia Angeli – luglio 2019

 

quarta di copertina

“Non fu la morte di Romolo Santi, e nemmeno l’incidente capitato ad Alvaro. Ma quando si sparse la notizia che anche Ermanno, il più giovane dei tre fratelli Santi, era morto, allora sì che la gente, a Tetti e nelle frazioni vicine, aveva cominciato a mormorare.”

Chi ha ucciso i tre fratelli Santi, abitanti del minuscolo borgo di Tetti sull’Appennino tosco-emiliano?

Ragioni economiche, storie d’amore ormai lontane nel tempo, oscuri segreti di famiglia si intrecciano nel caso su cui indagano i carabinieri di Porretta e Saverio Giorgianni, giornalista, alle prese a sua volta con una vicenda familiare piuttosto intricata.

Tra confidenze, pettegolezzi e un mucchio di vecchie foto giungerà alla soluzione: sullo sfondo, un Appennino sospeso tra passato e presente, coi suoi pochi bizzarri abitanti, i villeggianti estivi, e la comunità degli Elfi poco distante.

Recensioni da Media

TGR Toscana, 17 settembre 2019

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L'autore

Marisa Salabelle è nata a Cagliari il 22 aprile 1955 e vive a Pistoia dal 1965. È laureata in Storia all’Università di Firenze e ha frequentato il triennio di Studi teologici presso il Seminario vescovile di Firenze. Dal 1978 al 2016 ha insegnato nella scuola italiana. È una delle animatrici della libreria indipendente Les Bouquinistes di Pistoia. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, "L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu" (Piemme), con cui ha ottenuto significativi riconoscimenti.

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