La cucina del Montefeltro, di Graziano Pozzetto – copertina

La cucina del Montefeltro

Storia e ricette

di Graziano Pozzetto

Prefazione di Tonino Guerra
Note storiche di Piero Meldini

Edizione 2015
Illustrato
13,7×21,7 cm – cucito con alette
Tot. pagine 416
ISBN 978-88-99898-28-1
collana “Cucine del Territorio”

vedi: UNA RICETTA AL GIORNO

€ 19,50

Descrizione prodotto

 Il Montefeltro è un bacino enogastronomico sorprendente.

La documentazione su cui si appoggiano gli studi sulla cucina del Montefeltro non è ricchissima, ma ricchissima è la produzione di cui ancora oggi essa dispone, grazie a un “artigianato gastronomico” di alto livello che si basa su prodotti del territorio estremamente vari.

Importante, per lo storico dell’alimentazione, inquadrare classi di consumo alimentare diverse, che hanno accesso a materie prime e tecnologie profondamente differenti.

Un libro, questo, in cui sono presenti analisi dettagliate di taglio antropologico, pezzi della stupenda poesia “povera” di Tonino Guerra, e descrizioni minuziose di specialità locali con ricette altrettanto minuziose.
Fortemente identitaria una panificazione basata su varietà locali e antiche di grani, e soprattutto la vera piadina, variamente accompagnata: sul versante degli insaccati, spiccano ben due tipi di prosciutto, entrambi ricoperti di pepe, mentre su quello dei formaggi ai numerosi freschi e semifreschi, come la giuncata e lo slattato, si affiancano maturati di fossa o conciati come la caciotta d’Urbino.

Se cappelletti e gnocchi ripieni sembrano provenire da una cucina borghese, anche se campagnola, l’uso vastissimo delle erbe e dei legumi dalle classi più umili: tra tutti, il pancotto e l’acquacotta.
Tra gli aromi del finocchio selvatico, della mentuccia e della santoreggia, trionfa quello del tartufo, presente qui in diverse varietà.

192 ricette

Indice delle ricette

 

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L'autore

è giornalista, scrittore, gastronomo, bibliofilo, ricercatore, autore rigoroso e prolifico, divulgatore appassionato. Ha ottenuto importanti riconoscimenti nazionali. È stato fra i fondatori storici dell’Arcigola Slow Food. È protagonista di un’enciclopedica codificazione culturale ed antropologica sui mangiari, cibi, vini, prodotti tipici, eccellenze, memorie identitarie, storie e testimonianze di cibo delle Romagne. Ha tracciato il mosaico delle unicità gastronomiche e culturali che, insidiate da omologazioni devastanti, esprimono la civiltà, la storia, il territorio e la sua gente. Tra le tante pubblicazioni (oltre 10.000 pagine editate) ricordiamo: "Fricandò romagnolo" (Ravenna, 1990); "La Gastronomia dei frutti dimenticati" (ECAP-CGIL, 1997); "C’era una volta il formaggio di fossa, c’è ancora?" (2000); "Lo scalogno di Romagna, cibo per Venere in 579 ricette" (2001); "La salama da sugo ferrarese" (2002); "La buona Cucina del latte" (2004); "La piadina romagnola tradizionale" (Panozzo, 2005, finalista Premio Bancarella Cucina); "Lo squacquerone di Romagna" (2006); "L’anguilla" (2007); "Rane e ranocchi, memoria e cucina" (2008, finalista Premio Bancarella Cucina); "Le minestre romagnole di ieri e di oggi" (2009); "La Cucina e i prodotti della Valmarecchia" (2011); "I Grandi mangiatori di Romagna" (2012), tutti pubblicati da Panozzo editore; ha curato, sempre per Panozzo, il volume "Tino Babini memoria storica di Russi" (2006). E in questa collana "Le cucine di Romagna" (2013), "La cucina del Parco del Delta" (2014), "La cucina del Montefeltro" (2015). La Giuria del Premio Bancarella Cucina gli ha conferito il Premio Baldassarre Molossi 2011 alla carriera.

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