cop Flaubert Viaggio Pirenei Corsica

Viaggio nei Pirenei e in Corsica

di Gustave Flaubert

Traduzione di Ispano Roventi

Edizione 2016
14×21 cm – brossura con alette
Tot. pagine 144
ISBN 978-88-98823-84-0

€ 14,50

Descrizione prodotto

“Approfitta del tuo viaggio e ricordati del tuo amico Montaigne che vuole che si viaggi per riportare principalmente l’indole delle nazioni e le loro usanze, e per ‘sfregare e limare il nostro cervello con quello degli altri’. Va’, osserva e prendi nota; non viaggiare come uno speziale né come un commesso viaggiatore”.

Questo scrive Achille Cléophas Flaubert, padre di Gustave, al figlio alcuni giorni dopo la sua partenza per il sud della Francia, viaggio premio compiuto terminati gli studi superiori.

La luminosità e l’esotismo del sud, l’azzurro del Mediterraneo preannunciano a Flaubert quell’Oriente che sognava dalla prima giovinezza e già allora affidava alla scrittura.

Il viaggio in Corsica fa quasi toccare con mano il sogno orientale dei racconti giovanili:“Amo molto il Mediterraneo, ha qualcosa di serio e di delicato che fa pensare alla Grecia, qualcosa d’immenso e di voluttuoso che fa pensare all’Oriente”. E una bella pagina sulla brulicante vitalità di Marsiglia dice come già in questa città Flaubert abbia visto muoversi tutta l’umanità che su questo mare vive.

Dopo aver soggiornato a Bordeaux, si dirige in carrozza verso BayonnneBiarritz, i Paesi Baschi e i Pirenei (Bagnèrese-de-Luchon, Saint-Savin, Saint- Bertrand-de-Comminges,Tolosa), la Linguadoca (Carcassonne), Arles, MarsigliaTolone e poi per mare in Corsica: da Ajaccio inizia un viaggio verso Vico e altri paesini corsi per arrivare infine a Bastia e tornare a Marsiglia.

Recensioni da media:

Bell’Europa – giugno 2019

PleinAir – maggio 2016

 

 

 

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L'autore

Gustave Flaubert (Rouen 1821-Croisset 1880) è stato uno degli scrittori più importanti dell’Ottocento francese. La ricerca di uno stile personale e di una scrittura che, senza rinnegare la tradizione romantica, la purificasse in direzione di una maggiore aderenza al reale, lo porta alla stesura de "L’educazione sentimentale" nel 1845 (ma la profonda attenzione alla purezza dello stile lo porterà a riscriverla altre due volte). Considerato il fondatore del naturalismo francese, ha scritto pochi romanzi, ma tutti di grande valore, fra cui spicca "Madame Bovary", che gli ha procurato un processo con l’accusa di immoralità.

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